Andamento del PIL trimestrale nel periodo della crisi covid-19

(aggiornato con i dati del quarto trimestre 2020)
(i testi relativi ai precedenti trimestri sono riportati sotto)

Come previsto, il varo all’inizio di novembre dei nuovi provvedimenti di chiusura “a zone” contro la seconda ondata covid ha portato ad un nuovo calo congiunturale del PIL nel quarto trimestre (-2%), ma decisamente meno grave rispetto a quanto visto con la prima ondata. La variazione tendenziale (ovvero un trimestre rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) è stata del -6,6%.

Dopo il grande rimbalzo visto nel terzo trimestre, questo calo nel quarto interrompe la ripresa a forma di “V”, lasciando il PIL in valori assoluti su un livello di poco inferiore a quello del primo trimestre. Recuperare gli stessi livelli di PIL trimestrale del 2019 richiederà quindi più tempo di quanto trascorso nella fase di discesa, come era logico aspettarsi dopo il manifestarsi della seconda ondata covid.

Ecco il grafico con l’andamento del PIL trimestrale destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario nel 2019 e 2020:

PIL trimestrale italia 2019-2020Con i dati trimestrali completi del 2020 è possibile ora calcolare una stima preliminare del PIL annuale sommando i valori dei quattro trimestri e confrontandoli con la somma dei trimestri 2019 (in modo più veloce ma approssimato è possibile fare una media delle variazioni tendenziali 2020). In questo modo si ottiene una variazione percentuale annuale del PIL del -8,9%. Va detto che, come riportato dall’ISTAT stessa, nella definizione del valore annuale il calcolo andrebbe fatto sui dati grezzi (non destagionalizzati e non corretti per calendario). In questo caso la stima annuale sarebbe del -8,8%. In entrambi i casi si tratta comunque di dati provvisori che dovranno essere confermati all’inizio di marzo e potrebbero subire piccole rettifiche.

Per avere un quadro completo della situazione, ecco la tabella che riepiloga i valori assoluti del PIL trimestrale (milioni di euro) e le associate variazioni percentuali nel 2019 e 2020 per l’Italia e le altre principali economie europee (i dati del quarto trimestre del Regno Unito non sono ancora disponibili):

PIL trimestrale Italia e altri paesi 2019-2020La stima preliminare del PIL annuale 2020 del -8,9% è leggermente migliore delle stime fatte in autunno dal Governo nella NADEF e nel DPB (documento programmatico di bilancio) che prevedevano un -9%. Si tratta anche di un risultato nettamente migliore di molte stime che circolavano dopo la prima ondata covid e che prevedevano cali a due cifre (la Commissione europea stimò un calo dell’11,2% a luglio).

Come si vede, nell’ambito delle principali economie europee la Germania è il paese messo decisamente meglio con un calo del PIL del 5,3%. Segue la Francia con un -8,3%. L’Italia si posiziona terza a poca distanza con il suo -8,9%, mentre seguono più distanziati il Regno Unito con un -10,7% (si tratta della variazione acquisita fino al terzo trimestre) e la Spagna con un -11%.

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(04/12/2020 – aggiornato con i dati più recenti del terzo trimestre)

Come previsto in Italia abbiamo assistito ad un rimbalzo congiunturale del PIL nel terzo trimestre, anche di notevole entità e superiore alle aspettative (+15,9%). Grazie a questa variazione congiunturale (un trimestre rispetto al precedente) anche la variazione tendenziale (un trimestre rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) è migliorata molto, rimanendo comunque sempre negativa (-5,0%).

In pratica, in termini di valori assoluti, nel terzo trimestre è stato recuperato un poco più di quello che avevamo perso nel secondo trimestre. Per ora, quindi, il rimbalzo si mantiene all’incirca a forma di “V”, con un andamento speculare rispetto alla discesa, ma manca ancora un trimestre negativo da recuperare. Un grafico con l’andamento del PIL trimestrale nel 2019 e 2020 penso possa chiarire la situazione più di mille parole:

PIL trimestrale Italia 2019-2020Ma a livello annuale, quanto sarà la variazione del PIL 2020 rispetto al 2019?

Come detto, è possibile definire delle stime provvisorie sommando i valori del PIL dei trimestri disponibili del 2020 e calcolando la variazione percentuale rispetto alla somma dei valori degli stessi trimestri del 2019 (in modo più sbrigativo ma più approssimato si può fare una media delle variazioni tendenziali trimestrali del 2020).

In questo modo è possibile ad esempio, calcolare la variazione del PIL considerando solo i primi tre trimestri (quelli disponibili). In genere, però, per fare una stima annuale è abitudine calcolare la cosiddetta variazione acquisita, ovvero ipotizzando che il PIL dei trimestri mancanti sia uguale all’ultimo trimestre disponibile (quindi con una variazione congiunturale pari a zero) e calcolando poi la variazione sulla somma di tutti e quattro i trimestri.

Per chiarire un po’ la situazione, vediamo una tabella che riepiloga i PIL trimestrali assoluti e tutte le associate variazioni percentuali del 2020 per l’Italia e le altre principali economie europee:

PIL trimestrale 2019-2020 paesi europeiCome si vede, il valore dell’ultimo trimestre (non disponibile) è stato ipotizzato come identico al terzo trimestre, con una variazione congiunturale pari a zero. Questo per tutti i paesi considerati.

In questo modo la variazione annuale acquisita per l’Italia è del -8,3%, un valore migliore di quanto indicato recentemente dal Governo nella NADEF (-9%) e nettamente migliore di tante altre stime (la Commissione Europea aveva stimato un -11,2%).

Da notare che in condizioni normali verosimilmente la variazione congiunturale del quarto trimestre 2020 sarebbe stata alla fine superiore a zero, migliorando ulteriormente quel -8,3%. Ad esempio, con una variazione anche di solo il +2%, il PIL annuale finale sarebbe risultato pari al -7,9%.

L’uso del condizionale è d’obbligo perché purtroppo con l’attuale diffondersi della seconda ondata covid è probabile un peggioramento dei conti, di quanto è impossibile per ora prevederlo. Dai dati dei consumi elettrici di novembre sembra comunque che gli effetti economici non saranno particolarmente gravi.

Per finire, facendo un confronto tra i vari paesi considerati, si può notare come la migliore variazione acquisita del PIL per il 2020 sia della Germania (-5,3%), seguita dalla Francia (-8,0%), dall’Italia (come detto, -8,3%), dal regno Unito (-10,7%) e dalla Spagna (-10,9%).

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(testo del 04/09/2020 relativo al secondo trimestre)

Vediamo una tabella che riepiloga le variazioni del PIL per l’Italia e le principali economie europee nei primi due trimestri 2020 in termini congiunturali, ovvero rispetto al periodo precedente:

PIL secondo trimestre 2020 paesi europeiLa serie è ordinata in modo decrescente in base ai dati del secondo trimestre. Il risultato dell’Italia è molto negativo ma nonostante tutto si posiziona seconda dopo la Germania, mentre Francia, Regno Unito e Spagna hanno fatto segnare risultati peggiori.

Ricordiamo che entrambi i trimestri mostrano dati negativi a causa del periodo di chiusura totale per covid che ha riguardato principalmente il mese di marzo (che fa parte del primo trimestre) e aprile (secondo trimestre). Il dato del secondo trimestre è nettamente peggiore perché risente anche di tutti gli strascichi delle chiusure.

Il primo trimestre senza chiusure totali sarà il terzo (luglio-agosto-settembre) e come variazioni congiunturali del PIL mostrerà sicuramente un notevole “rimbalzo”, ovvero un valore nettamente positivo, probabilmente sopra il 10%.

Questo rimbalzo farà recuperare molto ma ovviamente non significa che la variazione annuale del PIL sarà alla fine positiva. Un’indicazione sulla tendenza annuale del PIL si può avere confrontando il valore di un trimestre con quello dello stesso trimestre dell’anno precedente (le cosiddette variazioni tendenziali). Per cercare di capire la situazione ecco una tabella che riepiloga i PIL trimestrali del 2019 e 2020 attualmente disponibili con indicate le variazioni congiunturali e tendenziali per il 2020:

Variazioni congiunturali e tendenziali PIL secondo trimestre 2020 italiaAnche se matematicamente non corretto, per avere un’idea del PIL annuale finale si può fare una semplice media delle variazioni tendenziali (più correttamente bisognerebbe sommare i valori dei PIL trimestrali di un anno e fare un confronto con quelli dell’anno precedente). Quindi sui primi due mesi la media tra -5,6% e -17,7% è attualmente del -11,7% ma mancano ancora due trimestri nei quali i valori tendenziali rimarranno verosimilmente negativi, ma non come il T2. Partendo da un’ipotesi delle variazioni percentuali congiunturali, volendo potete stimare il PIL dei prossimi due trimestri e con essi calcolare poi le variazioni tendenziali, in modo da poter abbozzare una stima del PIL annuale.

Oggettivamente, se la variazione T3 congiunturale sarà davvero sopra il +10%, sarà difficile pensare che il risultato annuale finale sia negativo come quello stimato dalla Commissione Europea (-11,2%), ma allo stesso tempo è possibile che sia peggiore di quanto stimato in precedenza dal Governo nel DEF (-8%). Il tutto, ovviamente, salvo imprevisti.

 


Fonti

I dati del PIL trimestrale per l’Italia e gli altri paesi europei sono tratti dal sito Eurostat sezione “Economy and finance; National accounts; Complete database; Quarterly national accounts; Main GDP aggregates; GDP and main components (output, expenditure and income) (namq_10_gdp)”.

Se il sito eurostat non è stato ancora aggiornato, i dati per l’Italia possono essere recuperati dal sito dati ISTAT sezione “Conti nazionali; Conti e aggregati economici nazionali trimestrali; Prodotto interno lordo e variazioni (stima preliminare)”.

Da notare che le variazioni percentuali vengono calcolate basandosi sui dati destagionalizzati e corretti per effetto di calendario. Inoltre si tratta dei valori reali (Chain linked volumes). Per i valori assoluti sono stati considerati i dati con anno di riferimento il 2015.

Trattandosi di statistiche recenti è possibile che Eurostat apporti piccole rettifiche successive.

 

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