Incidenza di povertà individuale assoluta e relativa in Italia (1997-2019)

La povertà è un argomento molto attuale; vediamo come stanno le cose in base ai dati ISTAT sulla spesa per consumi.


(aggiornato con i dati 2019)

La povertà assoluta viene definita prendendo come riferimento il valore monetario di uno specifico paniere di beni e servizi considerati essenziali; se la spesa di una famiglia o individuo è uguale o inferiore a tale valore allora viene considerata povera.

Vengono definiti panieri diversi in base all’area geografica (Nord, Centro, Sud), all’area metropolitana e all’età dei soggetti. Per fare un esempio, nel 2019 la soglia di povertà assoluta per un singolo individuo di età 18-59 che abita nella periferia di una grande città (più di 250.000 abitanti) o comune sopra i 50.000 abitanti nel Centro Italia è di 762,81 euro.

Se volete sapere se siete poveri (in termini assoluti), potete verificarlo utilizzando il servizio di calcolo della soglia di povertà assoluta messo a disposizione dall’ISTAT.

L’incidenza (espressa in percentuale) è il rapporto tra il numero di famiglie o individui considerati poveri e il totale delle famiglie o individui residenti.

La povertà relativa viene definita prendendo come riferimento la spesa media per consumi pro-capite; se la spesa di una famiglia di due componenti è uguale o inferiore a tale valore allora viene considerata povera. Per definire i valori con nuclei famigliari di diversa ampiezza vengono utilizzati coefficienti correttivi.

La soglia di povertà in questo caso è unica per tutto il paese. Nel 2019 il valore di riferimento per una famiglia di due persone è di 1.094,95 euro.
Anche in questo caso viene calcolata la percentuale di incidenza.

Bisogna quindi tener conto che l’indice di povertà relativa tende ad evidenziare una mancanza di equità nella distribuzione della spesa (e quindi del reddito) all’interno della popolazione. Ad esempio, se tutti spendono di più ma i ricchi lo fanno in modo maggiore rispetto agli altri, l’incidenza della povertà relativa aumenta comunque, anche se diminuisce la povertà assoluta.

Vediamo quindi il grafico con l’andamento dell’incidenza dei due tipi di povertà negli ultimi anni:

Incidenza di povertà individuale assoluta e relativa in Italia (1997-2018)Come si vede la povertà relativa stazionava prima della crisi economica del 2009 intorno alla percentuale del 10,5% per arrivare nel 2017 ad un picco del 15,6% e poi scendere al 14,7% nel 2019.
Nello stesso periodo la povertà assoluta è passata da un valore di circa il 3,5% ad un picco dell’8,4% nel 2017-18 per poi scendere al 7,7% nel 2019.

I dati dicono quindi che la povertà relativa e assoluta sono superiori rispetto al periodo pre-crisi di circa 4 punti percentuali, seppur con andamenti leggermente diversi.

E` evidente come la ripresa del PIL, avvenuta in particolar modo dal 2015, non abbia portato particolari effetti benefici sui due indici di povertà. Significa che alcuni settori della società hanno continuato ad impoverirsi (incremento della povertà assoluta) mentre altri hanno effettivamente goduto della ripresa del livello dei redditi (favorendo l’incremento della povertà relativa).

Spiegare le ragioni di questo fenomeno non è semplice. Può essere il sistema economico che non funziona nella giusta maniera, ma possono esserci anche cause sociali e culturali.

In tutto questo c’è chi invoca un ruolo maggiore dello Stato come fonte di redistribuzione del reddito, e c’è invece chi dice al contrario di ridurre il ruolo dello Stato, addirittura eliminando la progressività delle imposte.

Va detto che l’analisi della povertà con questi indici è basata sul concetto di spesa e non di reddito. Bisogna tener conto, quindi, della possibilità che la spesa venga ridotta da una maggiore propensione al risparmio e non solo da una riduzione dei redditi.

Vediamo ora due grafici con le due serie di dati di povertà relativa e assoluta ripartite per zona geografica:

Incidenza di povertà individuale relativa in Italia (1997-2018)Nel grafico della povertà relativa, essendoci un’unica soglia di spesa di riferimento per l’intero paese, vengono evidenziate le differenze nella distribuzione del reddito tra un Sud decisamente povero e un Centro e un Nord più ricchi.

Si può notare come tale disparità sia andata incrementandosi per il Sud Italia a partire dalla crisi del 2009, mentre il Centro ha in media leggermente ridotto le distanze dal Nord.

Incidenza di povertà individuale assoluta in Italia (2005-2018)Nel grafico della povertà assoluta, essendo calcolate soglie di povertà diverse per ogni zona geografica, il Sud risulta meno staccato rispetto al caso precedente, mentre Centro e Nord sono in media sullo stesso livello.

Pure qui si nota come negli ultimi anni il Sud abbia mostrato incrementi maggiori rispetto alle altre due zone geografiche, anche se nel 2019 si nota una netta diminuzione.

 


Fonti

I dati dei grafici sono tratti dal sito web Dati ISTAT sezione Condizioni economiche delle famiglie e disuguaglianze; Povertà; Povertà nuove serie; Principali dati.

Nel caso il sito precedente non sia ancora stato aggiornato, i dati 2019 sono tratti dagli allegati a questo rapporto ISTAT.

 

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