Prodotto interno lordo e debito pubblico lordo in Italia (1960-2020)

Di debito pubblico e di PIL se ne sente parlare tutti i giorni in termini attuali, più difficile è invece trovare informazioni chiare e attendibili su come questi due valori siano variati su tempi più lunghi. Proviamo a colmare questa lacuna.


(aggiornato con i dati 2020)

Intanto diamo una veloce definizione delle due variabili in questione:

  • Il prodotto interno lordo (PIL) è una misura standard della produzione di un paese espressa come valore monetario totale dei beni e servizi prodotti dai residenti in un certo periodo di tempo. In sostanza si tratta di moltiplicare quantità di beni e servizi per il loro prezzo. Non c’è differenza tra settore pubblico e privato.
  • Lo Stato può accrescere la spesa pubblica senza aumentare le imposte prendendo a prestito denaro tramite l’emissione di titoli pubblici. La somma dei debiti contratti dallo Stato anno dopo anno rappresenta il debito pubblico.

Normalmente si sente parlare di questi due valori monetari con riferimento a periodi brevi e attuali. In questi casi si usano i valori nominali, ovvero i valori effettivi così come vengono registrati anno dopo anno. Con questi valori si calcolano in genere anche tutti i vari indici collegati (il rapporto debito/PIL e deficit/PIL). Ecco il grafico con i valori nominali:

Prodotto interno lordo e Debito pubblico lordo nominali in Italia 1960-2020Si può notare che le due linee sono molto ripide, con una grande differenza di valori tra i due estremi della serie, cosa che peraltro riduce la scala di rappresentazione peggiorando la visibilità. Tale aspetto è normale perché i valori nominali non tengono conto che il valore del denaro nel tempo viene svalutato dall’inflazione. E` ovvio che 1 euro di oggi non ha lo stesso valore di 1 euro di 20 o 50 anni fa. Ciò significa che i valori nominali non sono adatti a rappresentare i dati su scale di tempo lunghe perché il risultato non è realistico.

Per avere una rappresentazione più corretta è necessario “depurare” l’effetto dell’inflazione. Questo viene fatto calcolando i cosiddetti valori reali. Per il PIL si trovano facilmente serie di valori già in questo formato (si parla di PIL a prezzi costanti). Trovare una serie di debito pubblico in valori reali è invece più difficile, ma è possibile calcolarne una avendo a disposizione la serie degli indici di prezzi al consumo (che rappresentano la variazione dell’inflazione nel tempo). Di tali indici ce ne sono diversi ma la cosa migliore in questo caso è fare riferimento al deflatore usato per il PIL (vedi fonti in fondo alla pagina). In questo modo anche se cambiano i valori, i rapporti tra PIL e debito rimangono gli stessi dei valori nominali.

Ecco il grafico con i valori reali:

Prodotto interno lordo e Debito pubblico lordo reali in Italia 1960-2020Con i valori reali si può notare come la linea del PIL abbia avuto una pendenza abbastanza costante per molto tempo. L’incremento medio annuale è rimasto intorno ai 34 miliardi di euro fino alla fine degli anni ‘80, per scendere verso i 24 miliardi dai ‘90 fino a prima della crisi del 2008-9. Quindi in termini assoluti l’incremento medio del PIL non è variato eccessivamente nel tempo, in termini relativi (percentuali) ovviamente i valori passati risultano ben più elevati.

Nel 2020 il valore del PIL si attesta sui 1.651,6 miliardi rispetto ai 1.812,4 miliardi reali del 2019, con un calo di 160,8 miliardi, pari all’8,9%.

Sia in termini assoluti che percentuali il calo del PIL di quest’anno, causato dalla crisi covid-19, è il maggiore mai registrato nel periodo considerato. Il PIL è praticamente ritornato sugli stessi livelli che aveva nel 1998, ventidue anni prima.

Per quanto riguarda il debito pubblico, nel 2020 ha raggiunto i 2.569,3 miliardi rispetto ai 2.438,7 miliardi reali del 2019, con un incremento di 130,5 miliardi, pari al 5,4%.

Come si vede, il rapporto debito-PIL a causa della contestuale riduzione del PIL e incremento del debito fa segnare un incremento annuale senza precedenti, passando dal 134,6% del 2019 al 155,6% del 2020.

Se si analizza l’andamento in termini assoluti, si può notare come durante gli anni ‘60 il debito cresca meno del PIL. A partire dagli anni ‘70 le due linee tendono ad un andamento parallelo fino all’inizio degli anni ‘80, quando il debito ha iniziato a crescere in modo molto accentuato e ben superiore all’andamento del PIL fino ai primi anni ‘90.

Con la fine della cosiddetta prima repubblica c’è stato un cambio di passo; il debito pubblico ha smesso di crescere ed ha avuto anche qualche timido regresso, mentre il PIL ha continuato ad aumentare, tanto che le due linee sono tornate quasi a toccarsi.

Con la crisi globale del 2008-9 (crisi dei titoli tossici), quella successiva del 2012-13 (crisi del debito sovrano) e l’ultima del 2020 a causa del covid-19, il debito pubblico ha ripreso a crescere ad un ritmo sostenuto anche se mediamente inferiore rispetto a quello visto durante gli anni ‘80.

Per avere un’immagine più chiara e particolareggiata di quanto descritto finora si possono rappresentare in grafico le variazioni annuali delle due serie di valori, sia in termini assoluti che percentuali:

Variazione annuale del debito pubblico lordo reale in Italia 1961-2020Variazione annuale del prodotto interno lordo reale in Italia 1961-2020Variazione annuale del debito pubblico lordo reale in Italia - percentuali (1961-2020)Variazione annuale del prodotto interno lordo reale in Italia - percentuali (1961-2020)Da notare come in termini percentuali il debito pubblico sia iniziato a crescere in modo notevole già dalla seconda metà degli anni ‘60, mantenendosi poi su livelli elevati fino alla prima metà degli anni ‘90.

Un ulteriore punto di vista su queste due variabili può essere dato rappresentando l’andamento della variazione annuale del debito reale in rapporto al PIL reale:

Variazione annuale del debito pubblico lordo reale in rapporto al PIL in Italia (1961-2020)In questo modo si capisce in quali periodi l’incremento del debito abbia inciso di più rispetto al PIL in termini reali. Si nota anche qui come l’incidenza del debito sia aumentata già a partire dalla seconda metà degli anni ‘60, ma durante gli ‘80 e primi ‘90 sono stati raggiunti picchi più elevati. L’incremento del debito sul PIL nel 2020, come si vede, è paragonabile a quello dei picchi dei primi anni ‘90.

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Per avere una visione più dettagliata del come e perché si è formato l’enorme debito durante gli anni ‘80 e primi ‘90 si consiglia di leggere l’articolo relativo ai grafici dei conti pubblici e quello sul tasso di inflazione, interesse e cambio.

Sull’andamento dell’indice debito/PIL è disponibile anche un grafico per avere un confronto con altri paesi.

Chi vuole approfondire l’argomento PIL può vedere anche i grafici relativi alla composizione secondo il metodo dei beni finali, secondo il metodo del reddito e per settore economico.

 


Fonti

I dati sul prodotto interno lordo nominale precedenti al 1995 sono tratti dal sito della Commissione Europea AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; At current price (UVGD)”.
Dal 1995 in poi i dati nominali sono tratti dal sito Dati ISTAT sezione “Conti nazionali; Conti e aggregati economici nazionali annuali; Principali aggregati del Prodotto interno lordo” selezionando “Prezzi correnti”.

I dati sul prodotto interno lordo reale sono calcolati a partire da quelli nominali utilizzando un indice deflatore. Per i dati precedenti al 1995 tale indice è tratto dal sito AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; Price deflator (PVGD)”. Dal 1995 in poi l’indice è stato determinato in modo implicito suddividendo i valori nominali del PIL per quelli reali in base alle serie ISTAT. L’anno di riferimento dell’indice deflatore è stato spostato dal 2015 al 2020.

I dati nominali sul debito pubblico lordo sono tratti dal sito della Banca d’Italia sezione “Statistiche; Finanza pubblica; Debito; Dati” (o Report).

I dati sul debito reali sono calcolati usando lo stesso indice deflatore del PIL detto in precedenza.

Da notare che i dati economici e di finanza degli istituti di statistica sono soggetti a possibili piccole revisioni a distanza di mesi, ma a volte anche di 2-3 anni. In alcuni casi vengono modificati i metodi di calcolo, magari per aggiornarsi a nuove normative, e questo può portare a modifiche anche dei dati più lontani nel tempo.

 

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