Prodotto interno lordo e debito pubblico lordo in Italia (1960-2019)

Di debito pubblico e di PIL se ne sente parlare tutti i giorni in termini attuali, più difficile è invece trovare informazioni chiare e attendibili su come questi due valori siano variati su tempi più lunghi. Proviamo a colmare questa lacuna.


(aggiornato con i dati 2019 – Banca d’Italia e ISTAT hanno apportato alcune correzioni ai dati storici di debito e PIL; vedi le fonti a piè pagina per i dettagli)

Intanto diamo una veloce definizione delle due variabili in questione:

  • Il prodotto interno lordo (PIL) è una misura standard della produzione di un paese espressa come valore monetario totale dei beni e servizi prodotti dai residenti in un certo periodo di tempo. In sostanza si tratta di moltiplicare quantità di beni e servizi per il loro prezzo. Non c’è differenza tra settore pubblico e privato.
  • Lo Stato può accrescere la spesa pubblica senza aumentare le imposte prendendo a prestito denaro tramite l’emissione di titoli pubblici. La somma dei debiti contratti dallo Stato anno dopo anno rappresenta il debito pubblico.

Normalmente si sente parlare di questi due valori monetari con riferimento a periodi brevi e attuali. In questi casi si usano i valori nominali, ovvero i valori effettivi così come vengono registrati anno dopo anno. Con questi valori si calcolano in genere anche tutti i vari indici collegati (il rapporto debito/PIL e deficit/PIL). Ecco il grafico con i valori nominali:

Prodotto interno lordo e Debito pubblico lordo nominali in Italia 1960-2017Si può notare che le due linee sono molto ripide, con una grande differenza di valori tra i due estremi della serie, cosa che peraltro riduce la scala di rappresentazione peggiorando la visibilità. Tale aspetto è normale perché i valori nominali non tengono conto che il valore del denaro nel tempo viene svalutato dall’inflazione. E` ovvio che 1 milione di euro di oggi non ha lo stesso valore di 1 milione di euro di 20 o 50 anni fa. Ciò significa che i valori nominali non sono adatti a rappresentare i dati su scale di tempo lunghe perché il risultato non è realistico.

Per avere una rappresentazione più corretta è necessario “depurare” l’effetto dell’inflazione. Questo viene fatto calcolando i cosiddetti valori reali. Per il PIL si trovano facilmente serie di valori già in questo formato (si parla di PIL a prezzi costanti). Trovare una serie di debito pubblico in valori reali è invece più difficile, ma è possibile calcolarne una avendo a disposizione la serie degli indici di prezzi al consumo (che rappresentano la variazione dell’inflazione nel tempo). Di tali indici ce ne sono diversi ma la cosa migliore in questo caso è fare riferimento al deflatore usato per il PIL (vedi fonti in fondo alla pagina). In questo modo anche se cambiano i valori, i rapporti tra PIL e debito rimangono gli stessi dei valori nominali.

Ecco il grafico con i valori reali:

Prodotto interno lordo e Debito pubblico lordo reali in Italia 1960-2017Con i valori reali si può notare come la linea del PIL abbia avuto una pendenza abbastanza costante per molto tempo. L’incremento medio annuale è rimasto intorno ai 34 miliardi di euro fino alla fine degli anni ‘80, per scendere verso i 24 miliardi dai ‘90 fino a prima della crisi del 2008-9. Quindi in termini assoluti l’incremento medio del PIL non è variato eccessivamente nel tempo, in termini relativi (percentuali) ovviamente i valori passati risultano ben più elevati.

Nel 2019 il valore del PIL si attesta sui 1.787,7 miliardi (dai 1.782,3 reali del 2018). Da notare come il valore sia ancora su livelli inferiori al picco del 2007, mentre è stato quasi raggiunto il “rimbalzo” del 2011. Ne deriva che l’incremento medio del PIL annuale dalla crisi in poi è ancora leggermente negativo (circa 6 miliardi).

Durante gli anni ‘60 si vede che il debito cresce meno del PIL. A partire dagli anni ‘70 le due linee tendono ad un andamento parallelo fino all’inizio degli anni ‘80, quando il debito ha iniziato a crescere in modo molto accentuato e ben superiore all’andamento del PIL fino ai primi anni ‘90.

Con la fine della cosiddetta prima repubblica c’è stato un cambio di passo; il debito pubblico ha smesso di crescere ed ha avuto anche qualche timido regresso, mentre il PIL ha continuato ad aumentare, tanto che le due linee sono tornate quasi a toccarsi.

Con la crisi globale del 2008-9 (crisi dei titoli tossici) e quella successiva del 2012-13 (crisi del debito sovrano) il debito pubblico ha ripreso a crescere ad un ritmo sostenuto anche se inferiore rispetto a quello visto durante gli anni ‘80.

Come si può notare, il rapporto debito-pil, che si era ridotto, è tornato a crescere arrivando a far segnare i valori massimi storici (il 135,3% nel 2014-15). Dal 2015 la crescita si è comunque bloccata e si assiste anche ad un leggero decremento (chi vuole può vedere anche un confronto con altri paesi). Nel 2019, anche se era atteso un incremento, il debito è calato negli ultimi mesi dell’anno portando il dato del rapporto debito-pil finale a rimanere lo stesso dell’anno precedente (il 134,8%).

Nel 2019 il debito ha raggiunto i 2.409,2 miliardi di euro (dai 2.402,3 reali del 2018).

Per avere un’immagine più chiara e particolareggiata di quanto descritto finora si possono rappresentare in grafico le variazioni annuali delle due serie di valori:

Variazione annuale del debito pubblico lordo reale in Italia 1961-2017Variazione annuale del prodotto interno lordo reale in Italia 1961-2017Variazione annuale del PIL e del debito pubblico lordo reali in Italia 1961-2017Si nota molto bene come il debito pubblico sia utilizzato tutte le volte che il PIL mostri segni di rallentamento o di recesso, come tentativo di sostenere l’economia. Quando invece il PIL torna a salire allora si cerca di contenere il debito. E` un comportamento classico, comune a molti Stati. Ad esempio il grande incremento del debito pubblico degli anni ‘80 è iniziato in conseguenza di un rallentamento del PIL nel 1981-82.

Per avere una visione più dettagliata del come e perché si è formato l’enorme debito durante gli anni ‘80 e primi ‘90 si consiglia di leggere l’articolo relativo ai grafici dei conti pubblici e quello sul tasso di inflazione, interesse e cambio.

Per quanto riguarda invece la crescita attuale del debito pubblico, c’è da notare come questa avvenga più o meno nel rispetto dei vituperati vincoli imposti dall’Unione Europea. Molti politici chiedono a gran voce di superare tali vincoli ma oggettivamente osservando i grafici viene da chiedersi quanto questo sia fattibile o auspicabile.

Per chiudere aggiungo a scopo informativo i grafici delle variazioni annuali del debito e del PIL espressi in forma percentuale:

Variazione annuale del debito pubblico lordo reale in Italia - percentuali (1961-2017)Variazione annuale del prodotto interno lordo reale in Italia - percentuali (1961-20179

 

Chi vuole approfondire l’argomento PIL può vedere anche i grafici relativi alla composizione secondo il metodo dei beni finali, secondo il metodo del reddito e per settore economico.

 


Fonti

I dati sul prodotto interno lordo nominale precedenti al 1995 sono tratti dal sito della Commissione Europea AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; At current price (UVGD)”.
Dal 1995 in poi i dati nominali sono tratti dal sito Dati ISTAT sezione “Conti nazionali; Conti e aggregati economici nazionali annuali; Principali aggregati del Prodotto interno lordo” selezionando “Prezzi correnti”.

I dati sul prodotto interno lordo reale sono calcolati a partire da quelli nominali utilizzando un indice deflatore. Per i dati precedenti al 1995 tale indice è tratto dal sito AMECO sezione “Domestic product; Gross domestic product; Price deflator (PVGD)”. Dal 1995 in poi l’indice è stato determinato in modo implicito suddividendo i valori nominali del PIL per quelli reali in base alle serie ISTAT. L’anno di riferimento dell’indice deflatore è stato spostato dal 2015 al 2019.

I dati nominali sul debito pubblico lordo sono tratti dal sito della Banca d’Italia sezione “Statistiche; Finanza pubblica; Debito; Dati” (o Report).

I dati sul debito reali sono calcolati usando lo stesso indice deflatore del PIL detto in precedenza.

Da notare che i dati economici e di finanza degli istituti di statistica sono soggetti a possibili piccole revisioni a distanza di mesi, ma a volte anche di 2-3 anni. In alcuni casi vengono modificati i metodi di calcolo, magari per aggiornarsi a nuove normative, e questo può portare a modifiche anche dei dati più lontani nel tempo.

Proprio quest’anno la Banca d’Italia ha corretto verso l’alto diversi dati annuali del debito in applicazione delle nuove metodologie di calcolo introdotte da Eurostat che riconteggiano nel debito anche gli interessi maturati (ma non ancora pagati) dei Buoni postali fruttiferi, titoli emessi fino al 2001. Ad esempio, nel 2018 ciò ha portato ad un incremento del debito di circa 58 miliardi facendo passare il rapporto debito-pil dal 132,2% indicato in precedenza al 134,8%.

Anche l’ISTAT ha apportato alcuni aggiornamenti ai suoi dati storici del PIL ma si tratta di rettifiche molto leggere e quindi poco significative.

 

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