Stipendio netto e lordo in Italia e altri paesi (2000-2019)

Negli ultimi anni si parla molto di una “erosione” degli stipendi dei dipendenti, in particolare dopo la crisi del 2009. Guardiamo cosa c’è di vero in base ai dati Eurostat.


(aggiornato con i dati 2019)

Avevamo già visto che in Italia in termini reali il reddito netto famigliare e individuale (che comprendono tutti i redditi, non solo quelli da lavoro dipendente) mostrano una tendenza al rallentamento dai primi anni ‘90 ed una a scendere dal 2008-9.

Anche per valutare adeguatamente gli stipendi nel tempo è necessario calcolarsi i valori reali depurando l’effetto dell’inflazione. In questo caso è stato usato l’indice dei prezzi al consumo HICP tenuto dall’Eurostat (vedi fonti). Trattandosi di valori reali, va chiarito, quindi, che un andamento tendenzialmente piatto indica che gli stipendi effettivi (nominali) sono cresciuti seguendo proporzionalmente l’andamento dell’inflazione (ovvero il potere di acquisto è rimasto invariato).

Vediamo i primi due grafici relativi ai valori pari al 50% dello stipendio medio:

Stipendio netto reale in Italia e altri paesi - 50% valore medio (2000-2016)Stipendio lordo reale in Italia e altri paesi - 50% valore medio (2000-2016)Si può notare come gli stipendi netti di Germania e Francia siano abbastanza vicini tra loro e ben superiori all’altra coppia formata da Italia e Spagna. Il reddito medio dell’Area Euro divide le due coppie rimanendo più vicino ai valori alti. Tale configurazione generale è comune a tutti i grafici dei redditi netti che vedremo.

Sugli stipendi lordi le serie di valori di Germania e Italia recuperano rispetto ai diretti “concorrenti”, ad indicare una maggiore pressione fiscale. Anche questa configurazione rimane simile per gli altri livelli di stipendio che vedremo.

Da notare che i dati della Francia degli ultimi anni sono stati rettificati al ribasso tanto da creare un notevole scalino tra i valori del 2014 e 2015. Tale rettifica riguarda anche gli altri grafici che seguono. Vista l’entità dello scalino viene il dubbio che ci sia qualche errore o anomalia oppure che si tratti di una rottura nella serie dei dati.

Per quanto riguarda le variazioni annuali si può notare come lo stipendio netto in Italia sia rimasto quasi immobile per un lungo periodo tra il 2004 e il 2010, tanto da essere raggiunto da quello spagnolo. Successivamente abbiamo avuto due anni di riduzione (probabile effetto della crisi economica). Solo nel 2014-15 c’è stata una netta ripresa dei valori (verosimilmente si tratta del famoso bonus degli “80 euro”).

Grazie a queste variazioni recenti lo stipendio netto in Italia ha recuperato quello che aveva perso in passato rispetto agli altri paesi europei considerati. Ovviamente in questi casi non conta solo la variazione da un estremo all’altro ma anche tutto ciò che è trascorso nel mezzo.

Nel caso degli stipendi lordi si può dire che l’Italia ha perso nel tempo rispetto alla Germania, mentre rispetto alla Spagna ci sono state variazioni ridotte. Per la Francia difficile esprimere un giudizio a causa dell’anomalia nei dati detta in precedenza.

Vediamo i grafici con i valori pari allo stipendio medio pieno (100%):

Stipendio netto reale in Italia e altri paesi - 100% valore medio (2000-2016)Stipendio lordo reale in Italia e altri paesi - 100% valore medio (2000-2016)Rispetto al caso precedente la situazione dell’Italia riguardo gli stipendi netti è peggiore, perché risulta già assente l’effetto del bonus fiscale. Come risultato lo stipendio del 2019 rimane ancora inferiore a quello del 2010 e la Spagna ha ormai raggiunto quasi lo stesso livello.

Da notare anche il progressivo allontanamento dai valori medi dell’Area Euro.

Vediamo infine i grafici con valori pari al 167% dello stipendio medio:

Stipendio netto reale in Italia e altri paesi - 167% valore medio (2000-2016)Stipendio lordo reale in Italia e altri paesi - 167% valore medio (2000-2016)Come si vede la situazione dello stipendio netto in Italia peggiora ancora; il valore degli ultimi anni è inferiore a quello del passato, ad indicare un incremento della pressione fiscale su questa fascia di reddito (infatti il valore lordo è cresciuto nel tempo, seppur non molto).

Lo stipendio netto della Spagna risulta ormai superiore a quello italiano già da diversi anni.

Già dai grafici precedenti si può notare come dal 2010 la Germania abbia superato la Francia grazie ad una crescita degli stipendi lordi e in parte minore attuando degli sgravi fiscali.

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Passiamo ora a fare un confronto tra gli stipendi di tutti i paesi dell’Europa oltre a Stati Uniti e Giappone per l’anno 2019. Si tratta dei valori nominali, essendo comunque un anno recente.

Sono state considerate le tre fasce di valori viste in precedenza (50%, 100% e 167% dello stipendio medio) e per ognuna sono rappresentati sia i valori assoluti che relativi. La serie dei paesi è ordinata per stipendio netto decrescente. Vediamoli tutti insieme:

Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019 (percentuali)Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019 (percentuali)Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019Stipendio lordo, netto, contributi e imposte in Italia e altri paesi nel 2019 (percentuali)L’Italia nel grafico con i valori assoluti al 50% dello stipendio medio si posiziona a metà come posizione nella serie.

Passando alle fasce di reddito superiori, però, si nota un progressivo scivolamento del valore assoluto verso il basso rispetto ai paesi vicini, tanto che nel grafico al 167% l’Italia perde due posizioni a favore di Spagna e Cipro.

Ciò accade perché in Italia la pressione fiscale sugli stipendi è abbastanza ridotta sui livelli molto bassi ma cresce poi velocemente già partire dai livelli medi. Si può notare così come nel grafico al 50% con i valori percentuali l’Italia abbia una pressione fiscale complessiva di solo il 16,5% e sia decima come peso dello stipendio netto sul totale. Ma già allo stipendio medio pieno la pressione fiscale sale al 31,6% e la posizione scende al ventiquattresimo posto. Al 167% abbiamo una pressione fiscale al 39,5% e una posizione che scende al ventinovesimo posto.

Va detto che alcuni paesi mostrano una pressione fiscale superiore o prossima a quella italiana in tutti i raggruppamenti considerati, ma hanno anche redditi lordi più elevati. Tra i più evidenti si notano il Belgio, la Germania, la Danimarca, l’Austria.

C’è anche qualche paese che mostra livelli di pressione fiscale ben sostenuta nonostante redditi lordi decisamente sotto la media. Tra questi si notano la Slovenia, la Croazia, la Lituania, l’Ungheria e la Romania. Le ultime due, peraltro, oltre ad avere una pressione fiscale complessivamente elevata, utilizzano anche un sistema ad aliquota fissa (flat tax) che va così a colpire in modo particolarmente duro i redditi bassi (come si può notare dal grafico al 50%).

Da notare che alcuni di questi paesi dell’est vengono spesso presi a modello come esempi di bassa tassazione. In realtà la bassa componente delle imposte viene più che compensata da un alto livello di contributi sociali, tanto che alla fine, come visto, la pressione fiscale risulta tra le più elevate.

Tra i paesi che mostrano invece una pressione fiscale ridotta in tutti e tre i raggruppamenti si notano alcuni che mantengono comunque una progressività marcata, come la Spagna; altri meno marcata, come l’Estonia, Cipro e Malta. Tra i paesi con un’aliquota fissa nessuno riesce a posizionarsi bene nella fascia di reddito più bassa (come è ovvio che sia).

Infine, tornando ai valori assoluti, non si può non notare le grandi differenze tra i paesi più ricchi e più poveri. I paesi con gli stipendi più bassi fanno tutti parte dell’Est Europa. Anche nei confronti di un paese con valori non particolarmente elevati come l’Italia, in media i paesi dell’Est mostrano uno stipendio netto pari a circa la metà.

 


Fonti

I dati dei grafici sono tratti dal sito Eurostat sezione “Population and social conditions; Labour market; Earnings; Database; Annual net earnings (earn_nt_net)”.

Per il calcolo dei valori reali è stato utilizzato l’indice dei prezzi al consumo HICP tratto sempre dal sito Eurostat sezione “Economy and finance; Harmonised Indices of Consumer Prices (HICP); Complete database; annual data (average index and rate of change) (prc_hicp_aind)”. L’anno di riferimento è stato spostato dal 2015 al 2019.

 

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